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Suoni e silenzi tra culture

18-19 febbraio

Premessa

Il Laboratorio propone una riflessione esperienziale sul concetto e sulla dinamica dell'ascolto come elemento chiave della relazione offrendo spunti di collegamento con aspetti legati ad altre culture.
La riflessione è legata alla domanda su "che ne è del racconto nella società moderna Occidentale ? e in quale rapporto stanno tra loro Parola, Ascolto e Ritmo ?"

"Nelle culture ancora collegate ad una letteratura orale il sapere è quasi sempre un sapere a base sociale che, sotto forma di racconto, "dice" ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è permesso e ciò che è proibito e soprattutto, ciò che è vero e ciò che è falso"
(Mircea Eliade 1963)

La natura delle istituzioni sociali si armonizza con i principi definiti da questo sapere. Il narrare è elemento centrale di tale sapere. nel narrare, nel portare la parola, un correlativo senza il quale ciò non è possibile, tale correlativo è l'Ascolto, il silenzio attento dell'ascolto. In che rapporto stanno silenzio e parola nelle due società ? C'è un "arte della parola" e quindi un suo stile, un suo modo d'essere.
Il ritmo è elemento indispensabile della parola, la rende attiva, nel gioco alternato, ritmico, tra parole e silenzi nasce, si crea, lo spazio della narrazione, del portarsi la parola a vicenda, del danzare insieme.

"Il periodo attuale, in cui si assiste anche in Occidente ad una nuova fase di oralità mediata dai grandi mezzi di comunicazione dal grande impatto sociale e culturale, consiglia una riflessione sul potere della parola che può forse recuperare qualcosa delle
conclusioni a cui la saggezza tradizionale era arrivata. In Senegal, si sa da sempre che "L'uomo è il padrone della parola che conserva nella sua pancia, ma diventa schiavo della parola che lascia sfuggire dalle sue labbra".
Come insegna l'esempio del griot (il narratore tradizionale), ciò non significa affatto che non si possa, narrando, creare, divertire ed educare al tempo stesso." (N.Valgimigli)

"Il racconto è, nella vita di ogni giorno, il luogo in cui si interpretano gli eventi... in cui viene attribuito alle vicende un significato condiviso...
Il racconto serve non solo per costruire un significato condiviso, ma anche per consentire la sintonizzazione affettiva tra i partecipanti la narrazione."
(A.Smorti; Pensiero Narrativo)

Percorso

Obiettivo :

L'obiettivo del Laboratorio consiste nel creare un clima facilitante lo scambio di suoni e parole proponendo la centralità del dialogo interpersonale nell'incontro tra culture sperimentando il senso del ritmo nella dinamica dell'ascolto reciproco

Contenuti :

Saranno proposti al gruppo alcuni momenti operativi intercalati da alcuni di carattere più espositivo e riflessivo alternando tra loro l'esperienza e la riflessione mediata dal suono e della parola:
l'ascolto si sè e dell'altro - la conoscenza attraverso una reciproca narrazione
riformulazione e dialogo verbalità e non verbalità - "limitatezza della visione" e "relatività del punto di vista"-  consapevolezza del silenzio - scoperta del contenuto emozionale degli eventi sonori-  memorizzazione uditiva percezione del nostro corpo - spermentazione di diversi ritmi.

Metodo :

Alternato tra esperienza e riflessione

Totale 14 ore: due giornate da sette ore ciascuna - 10.00-13.00  14.30-18.30

Costo : 180 euro per chi ha già la tessera dell'associazione, 200 euro per gli altri.

Conduttori

Moussa Lo
Nato in Senegal viene iniziato,fin dalla tenera età, alla poliedrica tradizione artistica Africana dal padre Babacar Lô, insegnante di storia delle tradizioni, musica, danza nonché famoso pittore ed ideatore della tecnica denominata fixé sous-verre: fissaggio di china e colori sotto vetro.
Custode ed esperto conoscitore di danze, ritmi e tradizioni dell’Africa Occidentale collabora con diverse compagnie tra le quali: Ballet Ritme Africaine du Sénégal, Ballet d’Afrique Noir, Unité Africaine (per la quale ha lavorato come coreografo) e Ballet National du Sénégal. Ha collaborato con famosi musicisti fra i quali: Youssou N’dour, Ismael Lô e l’orchestra Nazionale del Senegal.
Nel 1995 si reca in Europa in tournée e collabora all’incisione del disco e alla realizzazione del video di Jovanotti “L’ombelico del Mondo” . Dal 1996 vive stabilmente in Italia insegnando danza e percussioni.
Dal 1996 al 2003 ha collaborato in qualità di coreografo presso il Centro Permanente Danza “Let’s Dance” di Reggio Emilia.
Nel 2002 viene, inoltre, nominato direttore artistico dell’Accademia della Danza e della Musica di Modena.

Claudio Cernesi

Nato in Italia inizia a interessarsi di differenze culturali nel 1983 dopo un primo viaggio in Africa (Kenya) dando l'indirizzo antropologico al corso di laurea in pedagogia.
Dal 1986 inizia un percorso in ambito di cooperazione internazionale e dal 1993 avvia percorsi di scambio culturale e cooperativo in Senegal
Conduce dal 199 0 svariati corsi di educazione e di formazione interculturale
Nel 2001 diventa docente all'Università di Modena e Reggio Emilia nel corso di Sociologia delle relazioni interculturali e successivamente nel Master di Cooperazione Internazionale nel seminario di Etica e relazione d'aiuto nella cooperazione.
Opera con progetti di inclusione in ambito scolastico e territoriale
E' Counsellor professionale accreditato.

 

per prenotare 331 9910197

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